Il Vado riparte da Giancarlo Riolfo. Il tecnico ligure raccoglie l’eredità di Matteo Pastorino e avrà il compito di provare a dare una svolta alla stagione rossoblù, dopo il breve interregno di Paolo Annoni, vice dello stesso Pastorino e chiamato temporaneamente alla guida della prima squadra.
Riolfo, però, rappresenta soltanto l’ultimo nome di una panchina che negli ultimi mesi ha conosciuto parecchi cambiamenti. La scorsa stagione era iniziata con Giorgio Roselli, esonerato a dicembre nonostante un Vado primo in classifica. Al suo posto era arrivato Marco Sesia, poi capace di accompagnare i rossoblù fino alla storica promozione in Serie C.
Con il ritorno tra i professionisti la società aveva deciso di aprire un nuovo ciclo affidandosi a Matteo Pastorino, proveniente dal Ligorna. Un progetto durato però soltanto poche giornate. Poi il nuovo cambio, il passaggio momentaneo ad Annoni e adesso la scelta di Riolfo.
Ed è proprio qui che qualche domanda nasce spontanea.
Pastorino non sembrava aver perso lo spogliatoio. Anzi, la squadra aveva fatto quadrato attorno al proprio allenatore in un momento tutt’altro che semplice. E restano inevitabilmente nella memoria anche le immagini del presidente Franco Tarabotto, protagonista di un video dagli spalti che aveva fatto discutere e che, alla luce di quanto accaduto successivamente, assume oggi un peso ancora maggiore.
Adesso, però, si volta pagina.
Riolfo porta esperienza, conoscenza della categoria e un curriculum importante. Ma sarebbe probabilmente troppo semplice pensare che il cambio dell’allenatore possa cancellare da solo tutte le difficoltà.
Perché a forza di cambiare timoniere, prima o poi bisogna anche domandarsi se il problema sia soltanto al timone.
E l’analisi, inevitabilmente, deve allargarsi anche alla costruzione della squadra. Le scelte del direttore sportivo Paolo Mancuso si stanno dimostrando adeguate alle esigenze della Serie C? Non si tratta di emettere sentenze dopo poche giornate, ma è un interrogativo che il campo rende legittimo.
Mancuso, il direttore generale Nicolò Mai e tutta la società dovranno capire se l’organico abbia davvero tutto ciò che serve per affrontare una stagione così impegnativa oppure se siano necessari interventi importanti per consegnare a Riolfo una squadra maggiormente attrezzata per raggiungere la salvezza.
Perché se gli allenatori continuano a cambiare, prima o poi l’analisi non può fermarsi sempre alla panchina. Deve coinvolgere anche le scelte di mercato, la costruzione della rosa e, più in generale, il progetto tecnico.
Da Roselli a Sesia, da Pastorino ad Annoni fino a Riolfo: il Vado ha cambiato molto in poco tempo. Adesso serve soprattutto ciò che negli ultimi mesi è mancato maggiormente: stabilità.
Riolfo avrà le sue responsabilità e sarà chiamato a portare risultati. Ma questa volta non potrà diventare automaticamente il parafulmine qualora qualcosa continuasse a non funzionare.
La barca ha cambiato ancora timoniere. Adesso, però, sarà il caso di capire se per raddrizzare la rotta bastasse davvero cambiare chi tiene il timone
